Itinerario in moto da Bergamo al Passo San Marco attraverso la Val Brembana con deviazione a Foppolo Immagine editoriale
Passi alpini e valichi · Valtellina

Val Brembana e Passo San Marco in moto da Bergamo, con spur su Foppolo

Anello orobico di 220 km sulla Transorobica fino al valico storico della Via Priula a 1992 metri, con rientro dalla Valtellina via Morbegno e Lecco.

220 km 6 h Impegnativo
Partenza
Bergamo
Arrivo
Bergamo
Distanza
220 km
Durata
6 h
Difficoltà
Impegnativo
Periodo
giu · lug · ago · set · ott

Itinerario moto di 220 km da Bergamo che risale tutta la Val Brembana sulla SS470 Transorobica, devia a Foppolo a 1.508 metri lungo la SP2 e sale al Passo San Marco a 1.992 metri sulla Via Priula veneziana del Cinquecento. Rientro dalla Valtellina via Morbegno, Lecco e Cisano Bergamasco. Sei ore di sola guida, difficoltà impegnativa per tornanti tecnici e dislivello cumulato.

In breve

  • Partenza e arrivo a Bergamo, anello con spur su Foppolo, 220 km totali
  • Salita al Passo San Marco a 1.992 metri sulla storica Via Priula veneziana
  • Tratto Branzi - Foppolo stretto e con cantiere ventennale, andatura ridotta
  • Passo chiuso in inverno: aperto da metà maggio a inizio novembre
  • Rientro veloce sulla SS36 del Lario tra Morbegno e Lecco
  • Difficoltà impegnativa per i 2.700 metri di dislivello cumulato e la giornata piena

Perché fare questo itinerario

Questo loop unisce due esperienze che da sole giustificherebbero la giornata: la Transorobica della SS470 che attraversa tutta la Val Brembana da Bergamo all'alta valle in circa 60 chilometri di varianti e gallerie recenti, e la salita al Passo San Marco a 1.992 metri, uno dei valichi più iconici delle Orobie e capolavoro veneziano del Cinquecento.

Lo spur su Foppolo a 1.508 metri aggiunge il sapore vero dell'alta valle, con il suo cantiere ventennale e la roccia che incombe sulla SP2. La salita al San Marco è il momento alto, con la Cantoniera del 1593 sulla Via Priula veneziana, ancora oggi riferimento storico tra Bergamo e Sondrio.

L'itinerario alterna due cambi di paesaggio netti: dalle prealpi brembane ai pascoli alti del passo, poi alla Valtellina e al Lario sulla via del ritorno. Adatto a piloti già rodati sui tornanti d'alta quota e su giornate di guida di sei ore. La pianificazione stagionale è parte del giro.

Tre modi per vivere questo itinerario

L'anello completo richiede una giornata piena. Le varianti aggiustano ritmo e profondità di esperienza.

Giornata piena

Anello completo in giornata

Partenza da Bergamo alle prime ore del mattino, risalita della Val Brembana sulla SS470, spur su Foppolo, salita al Passo San Marco e discesa in Valtellina.

Rientro via Morbegno, SS36 lariana e Lecco. Sei ore di sola guida, due soste lunghe (Foppolo e al valico) e un pranzo in quota. Tornata serale a Bergamo.

Giornata con soste

Con soste lunghe in alta valle

Stesso tracciato dell'anello base, con tre soste lunghe: caffè a San Pellegrino Terme, pranzo a Foppolo e visita alla Cantoniera Cà San Marco (1830 m) sulla Via Priula prima del valico.

Aggiunge circa due ore di tempo complessivo ma trasforma la giornata in un'esperienza più lenta e culturalmente densa, con la storia veneziana del Cinquecento in primo piano.

Weekend breve Con pernottamento

Weekend breve tra Brembana e Valtellina

Primo giorno fino al Passo San Marco con pernottamento a Morbegno o ad Albaredo per San Marco. Cena valtellinese a base di pizzoccheri o bresaola.

Secondo giorno rientro non sull'asse SS36 ma su un anello allargato: discesa lungo la Valtellina fino a Sondrio, valico del Passo dell'Aprica o discesa fino a Lecco con sosta sul Lario. Variante per chi vuole respirare il territorio senza fretta.

Il racconto del viaggio

Si parte da Bergamo, dal piano della città bassa, e si punta verso Villa d'Almè per imboccare la SS470 della Valle Brembana. I primi chilometri sono pedemontani e densi, con il traffico locale che si stempera dopo Sedrina. A Zogno la valle si stringe e il Brembo comincia a fare compagnia alla strada sulla destra. Qui il ritmo diventa quello vero della Brembana: gallerie alternate a tratti aperti, varianti recenti che corrono via lisce e segmenti dell'asse storico dove conviene rilassare il polso.

San Pellegrino Terme arriva con i suoi alberghi liberty e le facciate restaurate. Si prosegue verso San Giovanni Bianco, dove sulla destra si stacca la SP25 per la Valsassina attraverso il culmine di San Pietro. Si tira dritti, si superano Camerata Cornello e Lenna fino a Piazza Brembana, capoluogo dell'alta valle a 518 metri di quota. Qui la SS470 piega a Nord verso Olmo al Brembo e il San Marco, mentre la SP2 sale a Est verso Branzi, Valleve e Foppolo. Conviene fare prima lo spur su Foppolo: il manto della SP2 chiede attenzione, e gli ultimi tornanti del San Marco sono più gestibili con la luce piena del primo pomeriggio.

Lo spur su Foppolo

Dal bivio di Piazza Brembana la SP2 si arrampica con curve fitte verso Trabuchello e Isola di Fondra, attraversa il tratto storicamente esposto a frane e supera Branzi. Da qui in avanti il segmento Branzi-Foppolo è quello del cantiere pluridecennale, con allargamenti, contromuri in costruzione e tratti a senso unico alternato regolato da semaforo. La carreggiata è stretta, la roccia incombe a monte, il salto è secco a valle. Andatura misurata, controllo continuo della corsia.

Foppolo si raggiunge a 1.508 metri dopo circa 22 chilometri di salita dal bivio, in fondo a una conca con gli impianti sciistici sopra. Sosta breve, caffè in piazza, qualche foto sui pascoli alti. Si torna giù sullo stesso tracciato fino a Piazza Brembana: lo spur aggiunge circa 45 chilometri e 1000 metri di dislivello cumulato, ma è il modo più diretto per toccare l'alta valle vera senza sacrificarla al solo passaggio del valico.

Salita al Passo San Marco

Tornati sulla SS470 si prosegue verso Olmo al Brembo e poi Mezzoldo. È qui che la strada cambia natura: dai 556 metri di Olmo si sale ai 1.992 del valico in circa 20 chilometri di tornanti, con pendenze medie intorno al 7,4% e strappi all'11%. La carreggiata è larga abbastanza per il doppio senso ma le piazzole sono rade. Sul versante orobico il bosco di faggi lascia spazio ai pascoli verso quota 1.500.

A un chilometro a valle del passo, in località La Cola nel comune di Mezzoldo, si trova il Rifugio Passo San Marco 2000 (1.850 m), struttura moderna aperta dal 1995 con cucina brembana e valtellinese. Poco sotto il valico, sul versante orobico in comune di Averara, sorge la storica Cà San Marco (1.830 m), antica casa cantoniera del 1593 lungo la Via Priula aperta dalla Repubblica di Venezia per i commerci con i Grigioni. Le due strutture sono distinte e meritano sosta entrambe.

Il valico fu disegnato dal podestà di Bergamo Alvise Priuli per permettere a Venezia di commerciare con i Grigioni senza attraversare i territori del Ducato di Milano: una scelta strategica che ha disegnato per due secoli i traffici dell'Adriatico verso l'arco alpino. Salendo verso il passo, soprattutto nella seconda metà della salita, si vedono ancora i muri a secco e le pietre della vecchia mulattiera intrecciarsi con l'asfalto della statale. Quota 1.992 metri, coordinate 46,0472 N e 9,6228 E, confine amministrativo tra i comuni di Averara (BG) e Albaredo per San Marco (SO).

Discesa in Valtellina e rientro

Si scende verso la Valtellina con 26 chilometri di tornanti più fitti rispetto al lato bergamasco: Albaredo per San Marco arriva a metà della discesa, poi la strada continua fino al fondovalle di Morbegno. Il fondo è a tratti irregolare per i passaggi pesanti, pendenze medie 6,7% con strappi al 9,2%. La vista si apre sul fondovalle del Bitto e sulle Alpi Retiche oltre. Vale la pena tenere il ritmo basso: alcune curve hanno il manto segnato e la frenata va dosata in piega.

A Morbegno la SS470 termina sulla SS38 dello Stelvio. Si piega a Sud sulla SS36 del Lago di Como, che corre veloce lungo la sponda orientale del Lario con lunghi tratti in galleria fino a Lecco. Da Lecco si rientra a Bergamo via Cisano Bergamasco e Ponte San Pietro sulla SP639 e poi sull'asse pedemontano. Totale del giro: circa 220 chilometri, sei ore di sola guida, una giornata piena con margine per due soste lunghe e un pranzo in quota.

Domande frequenti

Quando è aperto il Passo San Marco?

Tipicamente da metà maggio o primi di giugno fino a fine ottobre o primi di novembre, a seconda dell'andamento delle nevicate. Verificare sempre prima di partire sul sito passosanmarco.it o sui canali ANAS.

Quanto è impegnativo l'itinerario?

Difficoltà impegnativa: 220 km in giornata, sei ore di sola guida, 2.700 metri di dislivello cumulato, due salite tecniche (Foppolo e San Marco) con tornanti stretti. Adatto a piloti già rodati.

Si può accorciare il giro?

Sì. Saltare lo spur su Foppolo riduce di circa 45 chilometri e quasi un'ora. In alternativa è possibile rientrare sulla stessa strada come out-and-back invece di chiudere il loop via Morbegno e Lecco, evitando i 90 chilometri del tratto lariano.

Quali sono i tratti più critici?

Il segmento SP2 Branzi - Foppolo per il cantiere pluridecennale con sensi unici alternati, e i tornanti bassi tra il Passo San Marco e Albaredo per San Marco per il fondo segnato dai passaggi pesanti.

Qual è la differenza tra il Rifugio Passo San Marco 2000 e la Cantoniera Cà San Marco?

Sono strutture distinte. Il Rifugio Passo San Marco 2000 è moderno (1995), a 1.850 metri in località La Cola nel comune di Mezzoldo, un chilometro a valle del valico. La Cantoniera Cà San Marco è una casa cantoniera del 1593 a 1.830 metri sul versante orobico in comune di Averara, lungo l'antica Via Priula veneziana.

Una giornata che vale per la varietà dei paesaggi e per il peso storico del valico, con 220 chilometri ben distribuiti tra fondovalle scorrevoli e tornanti d'alta quota. Pianificare con anticipo la finestra stagionale, controllare l'apertura del passo prima di partire e fare il pieno a Piazza Brembana. Chi vuole accorciare può saltare lo spur su Foppolo, oppure rientrare sulla stessa strada come out-and-back invece di chiudere il loop via Morbegno e Lecco.