Il racconto del viaggio
Il giro delle tre valli bresciane è un anello che racconta la geografia di una provincia intera in una sola giornata. Si parte dalla pianura di Brescia, si risalgono i fondovalle industriali della Val Trompia, si scollina due volte sopra i 1600 metri e si rientra sul Lago d'Iseo dopo aver toccato un borgo storico della Val Camonica. Asfalto continuo, due passi storici, una sequenza di paesaggi che cambiano ogni mezz'ora. È un itinerario adatto a una giornata completa di guida, con due valichi e tre vallate da attraversare senza ripetersi mai.
Val Trompia, dalla pianura al Maniva
Si lascia Brescia in direzione nord lungo la SP345 delle Tre Valli, l'asse storico che taglia tutta la Val Trompia. Si attraversano Concesio, Sarezzo, Gardone Val Trompia con la sua tradizione armiera e gli stabilimenti Beretta, Marcheno, Tavernole sul Mella, fino a Bovegno e Collio. Il fondovalle è lungo ma scorrevole, alterna tratti aperti a passaggi tra capannoni industriali e vecchie ferriere. È il volto produttivo della Lombardia che pochi turisti vedono, e che vale per quello che è.
Da Collio la strada inizia a salire seriamente: tornanti nel bosco, pendenze che toccano il 10% nelle frazioni di San Colombano, asfalto buono ma stretto in alcuni passaggi. Il Passo del Maniva si raggiunge a 1664 metri, in territorio del comune di Collio. Al piazzale c'è ampio spazio per fermarsi, uno chalet, vista aperta sulle Prealpi Bresciane orientali. È un buon punto per la prima sosta tecnica, controllando il livello carburante prima della parte alta del giro: tra qui e Bagolino non ci sono distributori.
Da Bagolino al Crocedomini
Dal Maniva si scende verso sud-est lungo la strada comunale Bagolino-Maniva, una carrozzabile in carico al Comune di Bagolino che dal piazzale del passo raggiunge il fondovalle di Bagolino al ponte Destrone, intersezione con la SP669. Il tratto è in via di riqualificazione con un progetto finanziato dalla Regione Lombardia e dal Patto territoriale Maniva. Conviene informarsi sullo stato dei lavori prima di partire.
Bagolino merita una sosta vera: borgo di pietra arroccato sul torrente Caffaro, patria del Bagòss DOP, formaggio d'alpeggio stagionato. Le viuzze del centro sono strette e in salita, conviene parcheggiare ai bordi e proseguire a piedi. Bagolino è la sosta più logica per spezzare il giro a metà.
Da Bagolino la SP669 del Passo Crocedomini risale verso nord toccando l'alpeggio di Gaver, attraversa pascoli aperti tra le malghe e arriva al Goletto del Cadino a quota 1938 metri, punto più alto del giro. Da lì breve discesa di un chilometro al Passo Crocedomini, 1892 metri, snodo storico tra le tre valli bresciane e antica linea di confine tra Ducato di Milano e Repubblica di Venezia. Il rifugio omonimo in vetta funge da punto di appoggio principale in quota nella stagione di apertura, previa verifica diretta.
Discesa in Val Camonica e rientro sul Sebino
Dal Crocedomini si scende verso ovest lungo la SP345 lato Val Camonica, passando la località Bazena e poi i tornanti tecnici che portano a Bienno. Il tratto è stretto e impegnativo, con pendenze che superano il 10% nei tornanti più severi, ma il panorama compensa la fatica. Bienno è uno dei Borghi più belli d'Italia, conserva i magli ad acqua medievali ancora funzionanti e il suo centro storico vale una passeggiata di mezz'ora. Da Bienno si scende a Breno, capoluogo storico della Val Camonica con il castello visconteo che domina l'abitato.
A Breno si imbocca la SS42 del Tonale verso sud fino a Pisogne, sull'estremità nord del Lago d'Iseo. Da qui la SP BS 510 Sebina Orientale (ex SS510) corre lungo la sponda bresciana toccando Marone, Sale Marasino, Sulzano, fino a Iseo. Alterna tratti in galleria a passaggi panoramici sul lago, con Monte Isola sempre in vista. Il rientro a Brescia segue la stessa provinciale via Provaglio e Rodengo Saiano fino a Mandolossa, una quarantina di chilometri di strada scorrevole tra le colline della Franciacorta e i vigneti delle bollicine.
Note tecniche e cautele
L'itinerario è interamente asfaltato: gli sterrati storici del crinale tra Maniva e Dosso dei Galli verso il Crocedomini esistono e sono famosi tra gli enduristi, ma restano fuori dal tracciato consigliato per moto stradali. Difficoltà media, adatto a chi ha confidenza con i passi alpini e con tornanti stretti in discesa. La SP345 tra Crocedomini e Bazena è stretta e a tratti dissestata, prudenza in caso di pioggia o ghiaia residua dopo i temporali. Entrambi i passi sono soggetti a chiusura invernale per neve, con riaperture stagionali variabili anno per anno. Prima di partire verificare sempre lo stato di percorribilità sulla pagina ufficiale della Provincia di Brescia.