Il racconto del viaggio
La partenza dalla Darsena di Milano mette subito le cose in chiaro: si va verso ovest, lungo l'acqua, su strade che fino al Settecento erano uno degli assi principali tra la città e il suo entroterra agricolo. La SP59, la Vecchia Vigevanese, corre parallela al Naviglio Grande e attraversa una sequenza di centri che da secoli vivono grazie al canale: Corsico, Trezzano sul Naviglio, Gaggiano.
Gaggiano segna il primo cambio di passo. Il traffico milanese resta alle spalle, la carreggiata si stringe e il paesaggio del Parco Agricolo Sud Milano si apre ai due lati. Il territorio protetto del Parco del Ticino inizia più avanti, tra Cassinetta, Abbiategrasso e Morimondo, ma già da Gaggiano la campagna irrigua prende il sopravvento sulla periferia.
Il Naviglio Grande e le ville di delizia
Il Naviglio Grande è il più antico canale navigabile di Lombardia: la costruzione iniziò nel 1177 e la navigazione fu attiva per oltre sei secoli. Tra Gaggiano e Abbiategrasso il canale attraversa un tratto dove l'aristocrazia milanese ha costruito le sue residenze estive, un fenomeno paragonabile a quello delle ville venete sul Brenta.
Cassinetta di Lugagnano, riconosciuto tra i Borghi più belli d'Italia, conserva quindici ville settecentesche affacciate sulle due sponde del Naviglio. Il ponte in granito del Seicento collega i due nuclei originari: Cassinetta sulla riva sinistra, Lugagnano sulla destra. Il comune ha adottato il primo piano regolatore a crescita zero d'Italia: nessuna nuova edificazione, solo restauro dell'esistente.
Poco oltre Cassinetta la SS494 Vigevanese conduce verso Abbiategrasso. Il Castello Visconteo domina il centro storico, e qui il Naviglio di Bereguardo si stacca dal Naviglio Grande per scendere verso sud in direzione Pavia. La costruzione del Naviglio di Bereguardo fu voluta nel 1420 da Filippo Maria Visconti per collegare il Ticino alla rete idrica milanese. La sosta ad Abbiategrasso funziona come cerniera: da qui il percorso lascia il canale principale e punta verso il Ticino.
Morimondo: l'abbazia e il borgo
La SS526 dell'Esticino scende da Abbiategrasso verso sud con curve larghe e rettifili tra risaie e pioppeti. Il nome della strada richiama l'antico Esticinum, denominazione medievale del Ticino milanese. A Ozzero si devia per Morimondo.
L'Abbazia di Morimondo, fondata nel 1134 da dodici monaci cistercensi provenienti da Morimond in Borgogna, è il punto di arrivo della prima metà del giro. La chiesa abbaziale, completata nel 1296, si visita liberamente negli orari di culto. Per il complesso monastico su quattro livelli, con chiostro, sala capitolare, refettorio e dormitorio, occorre la visita guidata: il sabato alle 15:30, la domenica su prenotazione, nei feriali solo su appuntamento telefonico alla Fondazione (02 9496 1919). Il chiostro con la sala capitolare è accessibile anche senza guida.
Morimondo è inserito tra i Borghi più belli d'Italia. Il nucleo abitativo attorno alla piazza conta poche decine di case in mattoni rossi, senza espansioni recenti. I monaci cistercensi hanno bonificato il territorio circostante per irrigazione a marcite, trasformando la valle del Ticino in terra coltivabile. Parcheggio a pagamento all'ingresso del borgo, da cui si prosegue a piedi.
Il rientro per la bassa milanese
Da Morimondo si punta a est su strade comunali strette, senza traffico pesante, attraverso la campagna irrigua della bassa milanese. Si passa per Rosate e si raggiunge Vernate tra cascine a corte chiusa, canali secondari e fontanili attivi. Sulla SP30 si arriva a Binasco, borgo di confine storico tra il ducato di Milano e quello di Pavia. Le risaie allagate in primavera riflettono il cielo: è il tratto più fotografico del giro.
Il Castello Visconteo di Binasco, costruito nel XIV secolo da Luchino Visconti, è noto per la vicenda di Beatrice di Tenda, fatta decapitare qui nel 1418 da Filippo Maria Visconti. Oggi ospita il municipio e la biblioteca. La torre centrale, alta oltre 35 metri, è visibile dalla strada.
Da Binasco il rientro a Milano avviene sulla SP ex SS35 dei Giovi, direzione nord, attraverso Rozzano. Il tratto è diretto e chiude l'anello in modo rapido, rientrando nell'area urbana milanese dal lato sud.
Un percorso tra due parchi
L'intero anello si sviluppa tra il Parco del Ticino e il Parco Agricolo Sud Milano, due aree protette che formano una cintura verde a ovest e a sud della città. Il paesaggio è quello della pianura irrigua lombarda: risaie allagate in primavera, campi di mais in estate, pioppeti lungo i canali. Nessun tratto di montagna, nessun tornante, nessun dislivello apprezzabile. È un percorso dove conta il contenuto delle soste, non la guida.