Il racconto del viaggio
Mantova e Sabbioneta sono iscritte insieme nella lista del patrimonio UNESCO dal 2008 come Mantua and Sabbioneta, cradle of Renaissance ideal city planning. La seconda è la città ideale rinascimentale fondata da Vespasiano Gonzaga, la prima è la capitale storica dei Gonzaga maggiori. L'anello le collega in moto come un sistema unico, non come due punti staccati, e usa la pianura mantovana per dare ritmo a una giornata densa di architetture e di fiumi.
Il tracciato resta interamente pianeggiante, su strade scorrevoli e in genere a basso traffico fuori dai centri. Sono circa 150 chilometri, percorribili in mezza giornata di guida pulita o in una giornata intera se vuoi sostare a Sabbioneta, a Pomponesco e all'abbazia di Polirone a San Benedetto Po. Il punto più caratteristico del giro è il ponte di chiatte di Torre d'Oglio, ancora oggi attivo sul fiume Oglio.
L'anello si presta a una lettura lenta, con visite vere a Sabbioneta e all'abbazia, oppure a un giro più scorrevole di sole guide e brevi soste fotografiche. La densità di monumenti è alta, ma il paesaggio in mezzo non è mai banale: campi coltivati, argini boscati, frazioni con piazze a porticato e cascine di pianura. La bassa mantovana ha una sua estetica precisa, fatta di linee orizzontali, filari di pioppi e silenzi lunghi.
Da Mantova a Sabbioneta sulla Sabbionetana
L'uscita ovest di Mantova porta direttamente sulla SP ex SS 420 Sabbionetana, la strada che serve il sito UNESCO da quando esiste come direttrice unitaria. Dopo il quartiere di Dosso del Corso il tracciato si distende verso sud-ovest, tocca le frazioni di Eremo, Montanara e San Lorenzo di Curtatone. Qui vale la deviazione al Santuario della Beata Vergine delle Grazie, sosta breve ma densa per la facciata in cotto e il celebre apparato votivo interno, con i suoi ex voto sospesi.
Si riprende la Sabbionetana verso Pilastro e Campitello di Marcaria, dove la strada attraversa il ponte sul fiume Oglio. È un punto da prendere con calma per via dei lavori periodici sulla pavimentazione e del traffico pesante locale. Si prosegue verso Gazzuolo e Commessaggio, e infine si entra in Sabbioneta dalla Porta della Vittoria.
Sabbioneta chiede una sosta vera, non una passata veloce. La sua griglia rinascimentale, il Teatro all'Antica di Vincenzo Scamozzi, la Galleria degli Antichi, il Palazzo Ducale e la Sinagoga si visitano con un biglietto unico in due o tre ore. Piazza Ducale e la Porta Imperiale sono visibili senza biglietto e bastano già a dare il senso della città ideale voluta da Vespasiano Gonzaga nel secondo Cinquecento.
Lungo il Po: Viadana, Pomponesco e Torre d'Oglio
Da Sabbioneta si scende verso sud-est sulla SP63 e si raggiunge in pochi chilometri Viadana, capoluogo della bassa mantovana sul Po. È la sosta naturale per il pranzo: centro vivo, piazza grande, ristoranti per un pasto senza sorprese.
Da Viadana si imbocca direttamente la SP 57 Mantova - San Matteo - Viadana, la provinciale arginale che da qui sale verso est e poi verso nord lungo il Po. La prima sosta sulla SP57 è Pomponesco: un borgo minore raramente raccontato, dove nel Cinquecento Giulio Cesare Gonzaga, cugino di Vespasiano, provò a fondare la sua città ideale parallela, con piazza porticata e pianta regolare. Oggi resta soprattutto la Piazza XXIII Aprile, dalle proporzioni misurate e affacciata su edifici sei e settecenteschi che ne mantengono l'aria di corte mancata.
Si prosegue sulla SP57 verso nord attraversando le frazioni viadanesi di Dosolo, Cavallara e Cizzolo, tipiche del paesaggio arginale del Po. La SP57 porta poi a San Matteo delle Chiaviche, frazione settentrionale di Viadana, dove si raggiunge Torre d'Oglio: il ponte di chiatte storico attraversa il fiume Oglio poco prima della sua confluenza con il Po. È un passaggio d'altri tempi, gratuito, regolato in chiusura dalle piene del fiume.
San Benedetto Po e il rientro a Mantova
Attraversato il ponte di chiatte si è a Cesole, frazione di Marcaria sulla sponda sinistra dell'Oglio. Da qui si imbocca la SP 56 Borgoforte - Marcaria, strada arginale sulla sponda sinistra del Po, in direzione est. Si raggiunge Borgoforte, frazione di Borgo Virgilio, dove il ponte di Borgoforte ha avuto un ruolo importante nelle vicende militari dell'unificazione italiana. Si prosegue sulla SP 54 Borgoforte - Bagnolo fino a Bagnolo San Vito.
A Bagnolo San Vito si imbocca la SP ex SS 413 Romana, che attraversa il fiume Po sul nuovo ponte ad arco aperto al traffico nel 2024 e raggiunge la sponda destra a San Benedetto Po. La strada è gestita dalla Provincia di Mantova e il ponte è oggi una delle infrastrutture mantovane di riferimento.
San Benedetto Po custodisce l'Abbazia di Polirone, fondata nel 1007 da Tedaldo di Canossa, donata alla Santa Sede da Matilde di Canossa e poi rifatta nel Cinquecento sotto i Gonzaga con interventi attribuiti a Giulio Romano. La basilica, il chiostro dei Secolari, il refettorio con l'affresco della Cena di Girolamo Bonsignori e il Museo Civico Polironiano si visitano con biglietto unico. È la terza tappa culturale forte della giornata, dopo Sabbioneta e Pomponesco.
Il rientro a Mantova segue la stessa SP ex SS 413 Romana a ritroso: si attraversa di nuovo il Po, si passa per Bagnolo San Vito, San Biagio e Pietole, fino all'innesto con la SP ex SS 62 della Cisa a Cerese di Borgo Virgilio. Gli ultimi chilometri portano al centro storico, davanti a Palazzo Te o a Piazza Sordello a seconda del lato di accesso scelto.