Itinerario in moto da Como lungo la sponda comasca del Lario, in Val d'Intelvi e al Balcone d'Italia sul Sighignola Immagine editoriale
Strade iconiche · Lago di Como

Lario occidentale e Val d’Intelvi in moto: il Balcone d’Italia da Como

Anello da Como sulla SS340 Regina fino ad Argegno, salita in Val d'Intelvi, belvedere del Sighignola e rientro da Porlezza via Menaggio.

116 km 4 h Medio
Partenza
Como
Arrivo
Como (anello)
Distanza
116 km
Durata
4 h
Difficoltà
Medio
Periodo
mag · giu · set · ott

Anello di circa 116 chilometri da Como lungo la sponda comasca del Lario sulla SS340 Regina fino ad Argegno, salita in Val d'Intelvi sulla SP13, deviazione al Balcone d'Italia sul Sighignola a 1.320 metri di quota, discesa a Porlezza sul Lago di Lugano via SP14 e rientro a Como per Menaggio. Tre laghi e una giornata intera di guida.

In breve

  • Anello di 116 km con quota massima di 1.320 m al Balcone d'Italia
  • Tre laghi in un solo giro: Lario, Lago di Piano, Ceresio
  • Strade chiave: SS340 Regina, SP13 Val d'Intelvi, SP14 per Porlezza
  • Durata indicativa 4 ore di guida, una giornata completa con soste
  • Stagione consigliata da maggio a ottobre, evitare alta stagione estiva

Perché fare questo itinerario

L'itinerario mette insieme tre paesaggi diversi in una giornata sola: la classica Via Regina sul Lario con le sue ville e i suoi borghi rivieraschi, la salita silenziosa della Val d'Intelvi tra castagneti e prati, e l'affaccio improvviso sul Lago di Lugano dal piazzale del Sighignola.

Il Balcone d'Italia restituisce in pochi metri di passeggiata uno dei panorami più ampi della Lombardia di confine, con Lugano dritta sotto le ruote, il Monte Generoso di fronte e le Alpi a chiudere lo sguardo. La SP13 e la SP14 sono provinciali tipiche da mototurismo lombardo, con la guida che oscilla fra ritmo turistico e curve da gustare. Si tratta di un anello compatto, lungo abbastanza per riempire la giornata ma corto abbastanza per essere fattibile anche in mezza giornata abbondante.

È adatto a chi vuole conoscere il Lario senza limitarsi alla sponda lacustre e a chi cerca un belvedere alpino raggiungibile in sella senza affrontare passi d'alta quota. Per i motociclisti che arrivano da Milano o dalla Brianza è una buona porta d'ingresso al lago di Como meno battuto, quello della sponda comasca centrale e del Ceresio italiano.

Tre modi per vivere questo itinerario

L'anello si adatta a chi ha mezza giornata abbondante, a chi vuole arricchire la giornata con soste lente e a chi pensa al weekend di scoperta del triangolo lariano.

Mezza giornata abbondante

Itinerario base

La versione compatta dell'anello chiude in circa quattro ore di guida netta, con partenza da Como entro le otto del mattino per anticipare il traffico turistico sulla SS340 Regina. Si arriva ad Argegno in meno di un'ora, si sale sulla SP13 fino a Lanzo d'Intelvi e si raggiunge il Balcone d'Italia verso metà mattina, quando la luce è ancora bassa e il panorama sul Lago di Lugano si presenta nitido.

Discesa per Porlezza sulla SP14 e rientro a Como entro l'ora di pranzo via Menaggio. Una sola sosta lunga al piazzale del Sighignola, due brevi soste tecniche ad Argegno e Porlezza. Adatto a chi vuole tornare a casa per pranzo o a chi raggiunge il Lario da fuori provincia.

Giornata con soste

Itinerario con soste

La giornata intera si costruisce attorno a tre soste lunghe. La prima ad Argegno, per il caffè sul lungolago e una passeggiata fino alla funivia di Pigra. La seconda al Balcone d'Italia, con pausa al piazzale del Sighignola e visita alla vicina Lanzo d'Intelvi, dove vale la pena fermarsi per il centro storico e i suoi richiami ai Maestri Intelvesi.

La terza sosta a Menaggio, sul lungolago, per il rientro lento verso Como con il fresco del pomeriggio. Pranzo libero a Lanzo o a Porlezza. È la versione consigliata per la prima volta sull'anello, perché lascia tempo di leggere il paesaggio invece di limitarsi a percorrerlo.

Weekend breve Con pernottamento

Weekend breve sul Lario occidentale e in Val d'Intelvi

Per chi vuole prendersi due giorni, il weekend breve sposta il pernottamento in Val d'Intelvi: si dorme a Lanzo o a San Fedele Intelvi, in modo da affrontare l'anello principale il sabato e dedicare la domenica mattina a una variante locale, come la salita al rifugio Boffalora da San Fedele attraverso Pigra e l'Alpe di Colonno, oppure la deviazione verso il Lago di Piano e l'area protetta della Riserva Naturale.

Possibile prolungare il giro con la sponda nord del Ceresio fino al confine svizzero, in territorio italiano, fermandosi a Oria di Valsolda per il borgo lacustre fra le gallerie della Regina. Cena consigliata in valle, dove i menù di selvaggina e formaggi locali fanno parte dell'esperienza.

Il racconto del viaggio

Si parte da Como con il manubrio puntato a nord. La SS340 Regina abbandona il centro città e prende subito a stringersi tra le ville di Cernobbio e l'acqua del Lario. È una strada nota per il traffico, soprattutto nei mesi caldi, ma fatta nelle ore giuste racconta la sponda comasca con una sequenza di paesi che si toccano quasi senza soluzione di continuità: Cernobbio, Moltrasio, Laglio, Brienno. Si guida concentrati, perché il fondo restringe spesso a un'unica carreggiata utile e i bus turistici occupano spazio. L'asfalto è buono, le curve sono basse e veloci sopra il pelo del lago.

Dalla città del Lario all'imbocco della Val d'Intelvi

Dopo ventidue chilometri si arriva ad Argegno, il punto in cui il Lario si stringe nel suo passaggio più caratteristico e da cui parte la SP13 della Valle d'Intelvi. È qui che l'itinerario cambia natura: si lascia il lago e si comincia a salire. La provinciale è stretta, tornantata, segnata da castagneti e da muretti a secco. In pochi chilometri si guadagnano cinquecento metri di quota e l'aria si fa più fresca. Conviene controllare la pressione delle gomme prima di partire: il fondo della SP13 alterna tratti rifatti a tratti più rugosi, e nei mesi di lavori straordinari ad Argegno si attivano deviazioni sulla SP15 di Erbonne, da considerare in fase di pianificazione.

Lanzo d'Intelvi e il Balcone d'Italia

Superati San Fedele Intelvi e Scaria, si arriva a Lanzo d'Intelvi a circa 907 metri di quota. Da Lanzo parte la deviazione che porta in cima al Monte Sighignola: sei chilometri di salita panoramica, asfalto in genere decente, qualche pezzo più stretto. Il piazzale finale è il Balcone d'Italia, a 1.320 metri. Da qui lo sguardo cade verticale sul Lago di Lugano, con la città di Lugano direttamente sotto, il Monte Generoso di fronte e la catena delle Alpi a chiudere l'orizzonte. È un punto di sosta da non sbrigare: in moto la vista cambia ad ogni passo lungo il piazzale, e nelle giornate limpide si distinguono i quattromila vallesi. Si ridiscende per la stessa strada fino a Lanzo, perché non esiste un anello alternativo.

La SP14 verso Porlezza e il Lago di Piano

Da Lanzo si imbocca la SP14 in direzione di Porlezza. La provinciale scende per Pellio e Laino, attraversa Claino con Osteno e raggiunge il fondovalle nei pressi del piccolo Lago di Piano, un bacino quieto staccatosi dal Ceresio per le frane storiche del torrente Cuccio. È un tratto da affrontare con calma: la SP14 ha curve cieche e qualche restringimento, ma in compenso restituisce il senso di passaggio fra tre laghi diversi in una giornata sola. Per i mezzi più pesanti sono attivi limiti dimensionali nel tratto San Fedele-Porlezza, ma la moto non rientra in queste restrizioni.

Da Porlezza a Menaggio sulla Regina

A Porlezza si torna sulla SS340 Regina in direzione est. È un tratto breve, una quindicina di chilometri di Val Menaggio, con una galleria e poi la discesa verso il Lario. Le gallerie qui sono parecchie e mal ventilate, conviene tenere visiera pulita e luci accese. Si sbuca a Menaggio, sul lungolago elegante che dà il benvenuto al lato comasco superiore del Lario.

Rientro a Como

Da Menaggio si riprende la SS340 verso sud, lo stesso asse percorso al mattino in direzione opposta. Si attraversano Tremezzo, Lenno, Ossuccio, Sala Comacina, Colonno. È la parte più conosciuta della Strada Regina, quella delle ville lariane e dei borghi che si affacciano sul ramo centrale del lago. Si rientra a Como dopo circa trentacinque chilometri. Calcolare bene gli orari del rientro: nei pomeriggi del weekend la SS340 si congestiona prima di Cernobbio e i tempi di percorrenza si dilatano sensibilmente.

Note di percorrenza e cautele

L'anello completo è di circa 116 chilometri con quota massima di 1.320 metri al Balcone d'Italia. La SP13 e la SP14 sono provinciali strette ma godibili in moto; la SS340 nei tratti urbanizzati richiede attenzione costante per pedoni, ciclisti e veicoli che invadono la corsia opposta in curva. Il periodo migliore va da maggio a ottobre: in inverno la salita al Sighignola può essere ghiacciata e la SS340 sui passaggi più ombrosi resta umida a lungo. Carburante disponibile a Como, Argegno, San Fedele Intelvi, Porlezza e Menaggio: nessun tratto richiede autonomia particolare.

Domande frequenti

Quanto è lungo l'anello da Como al Balcone d'Italia in moto?

Circa 116 chilometri complessivi ad anello con partenza e arrivo a Como, includendo la deviazione al piazzale del Sighignola da Lanzo d'Intelvi e ritorno alla provinciale.

Qual è la quota massima dell'itinerario?

Il punto più alto è il piazzale del Balcone d'Italia sul Monte Sighignola, a 1.320 metri di quota, raggiunto con sei chilometri di salita panoramica da Lanzo d'Intelvi.

Quali strade si percorrono?

SS340 Regina da Como ad Argegno e da Menaggio al ritorno, SP13 della Valle d'Intelvi da Argegno a Lanzo, panoramica del Sighignola, SP14 San Fedele-Osteno-Porlezza e di nuovo SS340 da Porlezza a Menaggio.

Qual è il periodo migliore per percorrerlo?

Da maggio a ottobre, con preferenza per maggio, giugno, settembre e prima decade di ottobre. Da luglio a fine agosto la SS340 Regina è molto trafficata; in inverno la salita al Sighignola può essere ghiacciata.

L'itinerario è adatto a moto da turismo?

Sì. Strade tutte asfaltate, niente sterrati, nessun passo alpino d'alta quota. Le provinciali SP13 e SP14 sono strette e tornantate ma godibili anche con moto di stazza, prestando attenzione ai restringimenti.

Si entra in Svizzera durante il giro?

No, l'anello resta interamente in territorio italiano. Il Lago di Lugano viene costeggiato solo dalla sponda nord italiana fra Porlezza e la SS340 Regina, senza attraversamenti di confine.

Un anello da 116 chilometri che porta da Como al Lago di Lugano e ritorno, passando per la sponda comasca del Lario, la Val d'Intelvi e il belvedere del Sighignola. Si guida su tre tipi di strada diversi nella stessa giornata: la SS340 Regina lungolago, la SP13 in salita e la SP14 in mezza quota. Il Balcone d'Italia chiude il cerchio con il panorama più ampio del percorso. Fattibile da maggio a ottobre evitando le ore di traffico turistico.