Il racconto del viaggio
Si parte da Como con il manubrio puntato a nord. La SS340 Regina abbandona il centro città e prende subito a stringersi tra le ville di Cernobbio e l'acqua del Lario. È una strada nota per il traffico, soprattutto nei mesi caldi, ma fatta nelle ore giuste racconta la sponda comasca con una sequenza di paesi che si toccano quasi senza soluzione di continuità: Cernobbio, Moltrasio, Laglio, Brienno. Si guida concentrati, perché il fondo restringe spesso a un'unica carreggiata utile e i bus turistici occupano spazio. L'asfalto è buono, le curve sono basse e veloci sopra il pelo del lago.
Dalla città del Lario all'imbocco della Val d'Intelvi
Dopo ventidue chilometri si arriva ad Argegno, il punto in cui il Lario si stringe nel suo passaggio più caratteristico e da cui parte la SP13 della Valle d'Intelvi. È qui che l'itinerario cambia natura: si lascia il lago e si comincia a salire. La provinciale è stretta, tornantata, segnata da castagneti e da muretti a secco. In pochi chilometri si guadagnano cinquecento metri di quota e l'aria si fa più fresca. Conviene controllare la pressione delle gomme prima di partire: il fondo della SP13 alterna tratti rifatti a tratti più rugosi, e nei mesi di lavori straordinari ad Argegno si attivano deviazioni sulla SP15 di Erbonne, da considerare in fase di pianificazione.
Lanzo d'Intelvi e il Balcone d'Italia
Superati San Fedele Intelvi e Scaria, si arriva a Lanzo d'Intelvi a circa 907 metri di quota. Da Lanzo parte la deviazione che porta in cima al Monte Sighignola: sei chilometri di salita panoramica, asfalto in genere decente, qualche pezzo più stretto. Il piazzale finale è il Balcone d'Italia, a 1.320 metri. Da qui lo sguardo cade verticale sul Lago di Lugano, con la città di Lugano direttamente sotto, il Monte Generoso di fronte e la catena delle Alpi a chiudere l'orizzonte. È un punto di sosta da non sbrigare: in moto la vista cambia ad ogni passo lungo il piazzale, e nelle giornate limpide si distinguono i quattromila vallesi. Si ridiscende per la stessa strada fino a Lanzo, perché non esiste un anello alternativo.
La SP14 verso Porlezza e il Lago di Piano
Da Lanzo si imbocca la SP14 in direzione di Porlezza. La provinciale scende per Pellio e Laino, attraversa Claino con Osteno e raggiunge il fondovalle nei pressi del piccolo Lago di Piano, un bacino quieto staccatosi dal Ceresio per le frane storiche del torrente Cuccio. È un tratto da affrontare con calma: la SP14 ha curve cieche e qualche restringimento, ma in compenso restituisce il senso di passaggio fra tre laghi diversi in una giornata sola. Per i mezzi più pesanti sono attivi limiti dimensionali nel tratto San Fedele-Porlezza, ma la moto non rientra in queste restrizioni.
Da Porlezza a Menaggio sulla Regina
A Porlezza si torna sulla SS340 Regina in direzione est. È un tratto breve, una quindicina di chilometri di Val Menaggio, con una galleria e poi la discesa verso il Lario. Le gallerie qui sono parecchie e mal ventilate, conviene tenere visiera pulita e luci accese. Si sbuca a Menaggio, sul lungolago elegante che dà il benvenuto al lato comasco superiore del Lario.
Rientro a Como
Da Menaggio si riprende la SS340 verso sud, lo stesso asse percorso al mattino in direzione opposta. Si attraversano Tremezzo, Lenno, Ossuccio, Sala Comacina, Colonno. È la parte più conosciuta della Strada Regina, quella delle ville lariane e dei borghi che si affacciano sul ramo centrale del lago. Si rientra a Como dopo circa trentacinque chilometri. Calcolare bene gli orari del rientro: nei pomeriggi del weekend la SS340 si congestiona prima di Cernobbio e i tempi di percorrenza si dilatano sensibilmente.
Note di percorrenza e cautele
L'anello completo è di circa 116 chilometri con quota massima di 1.320 metri al Balcone d'Italia. La SP13 e la SP14 sono provinciali strette ma godibili in moto; la SS340 nei tratti urbanizzati richiede attenzione costante per pedoni, ciclisti e veicoli che invadono la corsia opposta in curva. Il periodo migliore va da maggio a ottobre: in inverno la salita al Sighignola può essere ghiacciata e la SS340 sui passaggi più ombrosi resta umida a lungo. Carburante disponibile a Como, Argegno, San Fedele Intelvi, Porlezza e Menaggio: nessun tratto richiede autonomia particolare.