Itinerario in moto da Lecco a Bellagio e al Ghisallo, tra Lario e laghi briantei Immagine editoriale
Strade iconiche · Laghi briantei

Dal Lario al Ghisallo in moto da Lecco, tra Bellagio e laghi briantei

Un itinerario di circa 110 km che segue il ramo orientale del Lario, sale al Ghisallo e rientra dai laghi briantei. Mezza giornata di guida, una giornata con calma o un weekend breve.

110 km 3,5 h Medio
Partenza
Lecco
Arrivo
Lecco (anello)
Distanza
110 km
Durata
3,5 h
Difficoltà
Medio
Periodo
apr · mag · giu · set · ott

Da Lecco si chiude un giro di circa 110 chilometri in mezza giornata effettiva: il ramo lecchese del Lago di Como fino a Bellagio, la salita al Ghisallo dentro il Triangolo Lariano, il ritorno tra Segrino, Pusiano e Annone. Difficolta' media, asfalto buono con tratti stretti, tre paesaggi che si succedono in poche ore.

In breve

  • Circa 110 km con partenza e arrivo a Lecco
  • Tre formule: base, con pause, weekend breve
  • Tappe principali: Bellagio, Madonna del Ghisallo, laghi briantei
  • Difficolta' media per traffico turistico e tratti stretti sul Lario

Perche' fare questo itinerario

Pochi giri in Lombardia mettono in fila tre paesaggi così diversi a meno di un'ora da Milano. Il ramo lecchese del Lario non è il Garda: la luce è più dura, le sponde verticali, le strade incassate tra l'acqua e la roccia.

La SP583 Lariana è una delle direttrici motociclistiche più frequentate del Nord Italia, ma tra Malgrate e Bellagio conserva il carattere di provinciale lacuale vera, non di scorrimento. Sopra Bellagio la SP41 Valassina cambia tono: dieci chilometri di salita pulita verso il Ghisallo, dove il Santuario della Madonna del Ghisallo è patrona riconosciuta dei ciclisti dal 1949 e dove il Museo del Ciclismo, inaugurato nel 2006, conserva le biciclette dei campioni che hanno legato il proprio nome a questa quota. Per chi guida in moto vale come tappa di senso, anche se non hai mai pedalato.

Il ritorno sui laghi briantei abbassa l'andatura per scelta. Segrino, Pusiano e Annone sono bacini bassi e abitati, dove un pranzo di pesce di lago o un gelato si trovano senza la calca di Bellagio. La difficoltà resta media: tornanti regolari, nessun passaggio davvero impegnativo, gestibile anche con passeggero per chi ha qualche esperienza di strade strette.

Il racconto del viaggio

Da Lecco a Bellagio: la Lariana lungo il ramo orientale

Si esce da Lecco attraversando il ponte Kennedy verso Malgrate. Da qui la SP583 Lariana corre alta sul lago, sempre con l'acqua sulla destra.

Le frazioni di Oliveto Lario, Limonta, Vassena, Onno si susseguono ravvicinate: mezza dozzina di case strette tra il lungolago e il versante boscoso. La carreggiata e' stretta, le gallerie corte e poco illuminate, e nei tratti scoperti l'asfalto dopo una pioggia trattiene umidita' piu' a lungo di quanto pensi. Vale la pena considerare la temperatura del fondo soprattutto da ottobre a marzo.

Onno merita una nota. E' la frazione di Oliveto Lario che da' il nome al promontorio del Sasso di Onno, dove il lago si stringe e cambia luce. La SP583 qui si avvicina davvero all'acqua, e per chi guida e' il primo punto in cui la Lariana smette di essere una strada di transito e diventa percorso da assaporare.

Il versante della Grigna a destra oltre il lago e il profilo del Triangolo Lariano davanti compongono uno scenario fotograficamente riconoscibile del ramo di Lecco. Non serve correre. La Lariana e' una strada da curva morbida tirata pulita, non da staccata. Le auto turistiche e i pullman che salgono e scendono da Bellagio impongono comunque andatura sociale, soprattutto da maggio a settembre.

Malgrate, all'inizio del ramo, e' essenzialmente un punto di passaggio. Il borgo si attraversa rapido, ed e' qui che molti motociclisti fanno il vero pieno prima di affrontare i tratti meno serviti.

Bellagio si annuncia dal lungolago: parcheggi pieni, traffico denso, semafori. Per una pausa tecnica conviene fermarsi nei punti meno turistici subito prima del centro, oppure spingersi appena oltre verso il bivio per il Ghisallo.

Il centro storico si gira in mezz'ora scarsa se sei di passaggio, una mezza giornata se vuoi vedere Villa Melzi e i suoi giardini. Per chi ha tempo, la passeggiata fino a Punta Spartivento, all'estremita' nord del promontorio, mostra in un colpo solo l'incontro dei tre rami del Lario. E' uno degli affacci piu' riconoscibili della Lombardia lacustre.

Bellagio, il Ghisallo e la memoria della strada

Dal lungolago di Bellagio parte la SP41 Valassina. La salita verso Magreglio e' una delle pagine piu' dense di storia del ciclismo italiano: dieci chilometri, dislivello attorno ai 550 metri, pendenze contenute ma costanti, una serie di tornanti che lascia respiro.

Per la moto e' un piacere di guida: curve lette in anticipo, asfalto recente nel tratto adeguato dalle ultime opere provinciali, panorama che si apre indietro sui due rami del lago.

Al Ghisallo, a 754 metri, ci sono tre cose che valgono la fermata.

Il Santuario della Madonna del Ghisallo, piccolo e intenso, dove sono appese le biciclette dei campioni che hanno legato il proprio nome a questa salita. Il Museo del Ciclismo, costruito accanto al santuario nel 2006, racconta piu' di un secolo di corse con materiale originale: maglie, mezzi storici, fotografie. E il belvedere proprio davanti al complesso, da cui vedi entrambi i rami del Lario incontrarsi a Bellagio.

Anche chi non ha alcun interesse per la bicicletta tende a fermarsi qui piu' del previsto. E' uno di quei posti dove la luce, la quota, il vento e la memoria del luogo lavorano insieme. La salita resta segnata dalle generazioni di corridori che l'hanno affrontata, dai Bartali agli Indurain, e la presenza materiale di quelle biciclette appese alla parete del santuario aggiunge spessore a una semplice fermata panoramica.

Per un motociclista vale come tappa di senso anche al di fuori dell'ambito ciclistico, perche' il Ghisallo racconta cosa significa una strada quando entra nell'immaginario collettivo.

Va detto che nei primi mesi del 2026 il tratto Magreglio-Bellagio della SP41 e' stato interessato da lavori di adeguamento delle barriere di sicurezza, con senso unico alternato in fascia diurna. Verificare lo stato della viabilita' prima di partire resta sempre opportuno.

Dai laghi briantei al ritorno su Lecco

Dal Ghisallo si scende verso Asso e Canzo, lasciando alle spalle il Triangolo Lariano per entrare nella Brianza prealpina. Canzo e' il punto di transizione: i Corni di Canzo a nord, la pianura che si apre a sud, il primo dei tre bacini briantei poco oltre l'abitato.

Il Lago del Segrino e' il piu' piccolo e il piu' pulito dei tre, tutelato dal parco regionale che vieta la navigazione a motore. Il giro a piedi sulla sponda e' di circa cinque chilometri, le moto restano comunque al parcheggio.

Pochi chilometri piu' a sud si arriva al Lago di Pusiano. Il bacino e' piu' ampio e abitato, con l'Isola dei Cipressi al centro, privata ma riconoscibile dalla riva, e una sponda meridionale dove trovi gli unici punti ristoro lacustri della zona aperti anche fuori stagione.

Da qui si prende la SS639 dei Laghi di Pusiano e di Garlate verso est. La strada e' scorrevole, due corsie ben tenute, attraversa Bosisio Parini, Cesana Brianza e il Lago di Annone.

Annone e' l'ultimo affaccio sull'acqua prima del ritorno. Sopra il bacino dominano il Monte Barro e il Cornizzolo, i due rilievi che chiudono la valle lecchese a sud-ovest.

Valmadrera e' la tappa di raccordo verso la citta': si supera Civate, si rientra a Lecco lungo il lungolago Isonzo o per la circonvallazione, a seconda del traffico. Il giro si chiude esattamente dove era partito, ma con tre paesaggi diversi messi in fila.

Domande frequenti

Quanto tempo serve davvero per fare il giro?

Quattro ore di moto effettive senza fermate. Con una pausa al Ghisallo e una a Bellagio si va sulle sei ore. Per la versione completa con pranzo e visita al museo conviene contare otto-nove ore tra partenza e ritorno.

Si puo' fare in due con passeggero?

Si'. La difficolta' e' media, le pendenze del Ghisallo sono regolari, le strade non hanno tratti veramente impegnativi. Le uniche attenzioni vanno al traffico di Bellagio e ai punti piu' stretti della Lariana, dove il sorpasso non e' quasi mai possibile.

Il Ghisallo e' sempre aperto?

Non e' un passo alpino con chiusure stagionali. Possibili interruzioni puntuali per lavori sulla SP41 o per eventi sportivi, prevalentemente ciclistici, che impegnano la salita nei fine settimana di gara. Nei primi mesi del 2026 il tratto Magreglio-Bellagio ha visto cantieri per l'adeguamento delle barriere. Verificare la viabilita' il giorno prima resta una buona abitudine.

Conviene partire da Lecco o da Como?

Da Lecco il tracciato si chiude pulito senza dover tornare sui propri passi. Da Como si percorre la sponda occidentale del ramo di Como, si prende il traghetto a Cadenabbia per attraversare il lago, e diventa una giornata diversa. La versione raccontata qui e' specifica per chi parte da Lecco o dalla Brianza orientale.

Esiste una traccia GPS ufficiale?

No. La sequenza e' stata controllata su cartografia aperta come tracciato coerente, ma non e' una traccia GPX certificata. Resta orientativa e va integrata con un navigatore aggiornato.

Centodieci chilometri, mezza giornata di moto, tre paesaggi diversi messi in sequenza. E' un giro che non si esaurisce alla prima volta. Funziona come uscita di guida pulita, come giornata completa con pranzo sul lago, come weekend con notte a Bellagio. La differenza la fa il tempo che decidi di dedicargli, non la strada in se'.