Itinerario in moto da Tirano al Passo del Bernina e in Val Bregaglia, anello transfrontaliero tra Lombardia e Cantone dei Grigioni Immagine editoriale
Confine e sconfinamenti · Valchiavenna

Bernina e Val Bregaglia in moto da Tirano: lo sconfinamento svizzero fino a Chiavenna

Anello transfrontaliero della Valtellina con due passi alpini, l'Engadina alta e la valle italiana del Canton Grigioni.

220 km 7 h Impegnativo
Partenza
Tirano
Arrivo
Tirano
Distanza
220 km
Durata
7 h
Difficoltà
Impegnativo
Periodo
giu · lug · ago · set · ott

Anello di circa 220 km da Tirano: salita al Passo del Bernina (2328 m) lungo la H29 svizzera, traversata dell'Engadina alta da Pontresina a Maloja, discesa in Val Bregaglia svizzera con sosta a Stampa e deviazione a Soglio, rientro per Chiavenna via SS37 e fondovalle Valtellina sulla SS38. Itinerario di una giornata lunga o di un weekend di due-tre giorni.

In breve

  • Anello di 220 km con partenza e arrivo a Tirano, davanti al Santuario della Madonna.
  • Quota massima 2328 metri al Passo del Bernina, valico in territorio svizzero.
  • Doppio sconfinamento: dogana di Piattamala in salita, dogana di Castasegna al rientro.
  • Val Bregaglia di lingua italiana ma in Canton Grigioni, sede dei luoghi dei Giacometti.
  • Spur obbligatoria a Soglio, borgo terrazzato a 1100 metri con parcheggi limitati.
  • Rientro per Valchiavenna, SS36 fino a Colico e SS38 dello Stelvio fino a Tirano.

Perché fare questo itinerario

L'itinerario mette in fila due cose che di solito si fanno in viaggi diversi: una salita alpina vera con valico oltre i 2300 metri e un giro culturale in una valle storica. Il Passo del Bernina è l'unico valico stradale della Lombardia che porta direttamente in Engadina alta, e l'unico che corre per chilometri in sede promiscua con un treno UNESCO.

La Val Bregaglia, sull'altro versante, è uno dei pochi territori svizzeri dove la lingua del fondovalle è italiana. È la patria della famiglia Giacometti, con l'atelier di Stampa dove Giovanni e Alberto lavorarono per oltre cinquant'anni, e con il borgo di Soglio che Giovanni Segantini definì la soglia del paradiso.

L'itinerario è adatto a chi vuole un giro in giornata intenso ma fattibile, oppure un weekend di due-tre giorni con sosta in Engadina o in Val Bregaglia. Resta nei mesi caldi, da giugno a settembre, per le condizioni del valico e per le aperture dei musei stagionali della Val Bregaglia.

Tre modi per vivere questo itinerario

Lo stesso anello cambia ritmo se lo affronti in giornata o se lo spezzi in due-tre giorni. Sotto, le tre versioni operative.

Giornata lunga

Itinerario base in giornata

Partenza da Tirano alle 7:30 dal piazzale del Santuario, dogana di Piattamala alle 7:45 e salita continua verso Poschiavo. Sosta breve al Lago Bianco, valico del Bernina entro le 10:30. Discesa su Pontresina e attraversamento dell'Engadina lungo H29 fino a St. Moritz e H27 fino a Silvaplana, sosta caffè breve.

Passo del Maloja entro le 12:30, pranzo veloce a Vicosoprano o a Stampa. Deviazione a Soglio nel primo pomeriggio. Castasegna, dogana italiana, cascate dell'Acqua Fraggia in sosta breve. Chiavenna nel tardo pomeriggio, rientro a Tirano per cena lungo SS36 e SS38.

Due giorni Con pernottamento

Itinerario con soste su due giorni

Primo giorno: Tirano, salita al Passo del Bernina con sosta al Lago Bianco, discesa su Pontresina e St. Moritz. Notte in Engadina, tipicamente a Silvaplana o Pontresina per contenere i costi. Pomeriggio libero per il lago di Sils o per una corsa di rientro a Tirano col Trenino del Bernina.

Secondo giorno: Passo del Maloja al mattino, discesa in Val Bregaglia con visita all'atelier Giacometti di Stampa negli orari museali dichiarati dal sito, pranzo a Soglio o a Castasegna, cascate dell'Acqua Fraggia nel pomeriggio. Rientro a Tirano per cena via Chiavenna, SS36 fino a Colico e SS38 lungo la Valtellina.

Tre giorni Con pernottamento

Weekend lungo di tre giorni Bernina e Bregaglia

Tre giorni distribuiscono il giro senza forzare. Primo giorno Tirano-Poschiavo, notte in Valposchiavo con cena svizzera e visita lenta del borgo. Secondo giorno salita al Bernina al mattino, traversata Engadina nel pomeriggio, notte a St. Moritz o Silvaplana.

Terzo giorno Maloja al mattino, discesa in Val Bregaglia con tempo per Stampa (museo Ciäsa Granda e atelier Giacometti), pranzo a Soglio, pomeriggio a Castasegna e Piuro (cascate dell'Acqua Fraggia), rientro a Chiavenna per cena nei crotti e ultima tappa di fondovalle a Tirano.

Il racconto del viaggio

Da Tirano al confine con la Svizzera ci sono poco più di due chilometri. La rotonda davanti al Santuario della Madonna è la porta di un itinerario che mette in fila due passi alpini, una delle aree turistiche più conosciute del Canton Grigioni e una valle dove la lingua resta italiana anche al di là della dogana. L'anello chiude a Chiavenna e rientra a Tirano lungo la SS38 dello Stelvio, fondovalle della Valtellina.

L'itinerario è transfrontaliero e si sviluppa tra la provincia di Sondrio e il Canton Grigioni, con un breve transito in provincia di Lecco a Colico per il rientro. Per attraversarlo basta la carta d'identità valida per l'espatrio: la Svizzera applica i controlli Schengen. La vignetta autostradale non serve, perché tutto il percorso svizzero corre su strade cantonali.

Da Tirano al Passo del Bernina

La salita verso il Bernina parte dal piazzale del Santuario, scollina la dogana di Piattamala e prosegue in territorio svizzero come strada cantonale H29. I primi chilometri attraversano Brusio: chi vuole, esce per pochi metri dal tracciato per vedere dal basso il viadotto elicoidale della Ferrovia retica, una spirale di binari aperta che permette al trenino rosso di guadagnare quota in spazio ridotto.

Si prosegue per Miralago, il Lago di Poschiavo e il borgo di Poschiavo, che è anche luogo di sosta naturale: piazza con portici, due chiese una di fronte all'altra, ristoranti aperti tutto l'anno. Da qui in poi la strada inizia a salire con tornanti ampi. Il tracciato è in sede promiscua con la ferrovia in alcuni tratti, segnale che invita a tenere bassa l'andatura.

Il Passo del Bernina è a 2328 metri. Lo segnano due hotel e il Lago Bianco, lo specchio d'acqua glaciale costeggiato dai binari. Il sito del Touring Club Svizzero dichiara il valico aperto tutto l'anno, con possibili limitazioni invernali per neve. Per un giro in moto la finestra realistica resta da fine maggio a metà ottobre. La discesa verso Pontresina è regolare, l'asfalto in buono stato.

Engadina alta: Pontresina, St. Moritz e il Maloja

A Pontresina cambia tutto. Si lasciano i tornanti d'alta quota del Bernina e si entra in Engadina: larici, prati piatti, case con sgraffiti bianchi. Pochi chilometri separano Pontresina da Samedan e poi da St. Moritz, sulle sponde del suo lago. È un'area di passaggio noto, con traffico turistico anche in bassa stagione. Per una sosta tecnica meno costosa, conviene fermarsi prima a Pontresina o dopo a Silvaplana.

Da St. Moritz la H27 (Engadinerstrasse) percorre un breve tratto verso ovest fino a Silvaplana. Qui la H3 (Malojastrasse) taglia in piano i laghi engadinesi (Silvaplana, Sils) e raggiunge il villaggio di Maloja. Il Passo del Maloja è a 1815 metri: sull'altopiano è solo una spalla erbosa, ma dall'altro lato la strada precipita verso la Val Bregaglia con tornanti stretti e cambi di quota netti. Il sito ufficiale del cantone segnala il Maloja aperto tutto l'anno, dato confermato anche dalle infostrade locali.

Val Bregaglia: l'italiano in Svizzera

Sotto Maloja si entra in Val Bregaglia. La valle è svizzera ma di lingua italiana: il dialetto è lombardo, la toponomastica resta italiana. La strada cantonale H3 scende compatta, attraversa Casaccia, Vicosoprano, Stampa, Borgonovo, Promontogno, Castasegna. È un fondovalle stretto, larici sopra, castagni sotto, pareti di granito a nord e a sud.

A Stampa la memoria del borgo si lega alla famiglia Giacometti. Il Museo Ciäsa Granda ospita una sala dedicata alla famiglia di pittori e scultori, e gestisce anche l'atelier che Giovanni Giacometti aprì nel 1906 e che Alberto continuò a frequentare fino alla morte. Il sito del museo dichiara aperture stagionali: da fine maggio a metà ottobre, lunedì chiuso, con orario esteso a luglio e agosto. Conviene verificare prima di partire.

Da Promontogno parte la deviazione obbligatoria verso Soglio, il borgo terrazzato che il pittore Giovanni Segantini definì la soglia del paradiso. Sono cinque chilometri di salita stretta. Il sito ufficiale di Bregaglia segnala parcheggio limitato nel paese e in costruzione un nuovo autosilo a Sott Parè. Per chi non vuole improvvisare, l'alternativa è lasciare la moto a Promontogno e salire in autopostale. In moto si arriva, ma in alta stagione il posto si trova con pazienza.

Rientro per la Valchiavenna

Dopo Castasegna si attraversa la dogana italiana e si entra in Valchiavenna lungo la SS37 del Maloja: una statale corta, dieci chilometri secondo il dato ANAS, che collega il confine al centro di Chiavenna. A metà strada, sul lato sinistro, si vedono dal fondovalle le Cascate dell'Acqua Fraggia a Borgonuovo di Piuro, monumento naturale della Regione Lombardia. C'è un'area attrezzata con parcheggio, sentieri e bar stagionali.

Chiavenna chiude il giro lungo della giornata. Il centro storico merita una sosta lenta, anche solo per attraversare il Mera e mangiare nei crotti, le cantine scavate nella roccia dove circola l'aria fresca naturale. Da Chiavenna a Tirano si torna lungo la SS36 del Lago di Como e dello Spluga fino a Colico, poi SS38 dello Stelvio per Morbegno, Sondrio e di nuovo Tirano. Sono circa cento chilometri di fondovalle veloce, scorrevoli fuori dai venerdì pomeriggio e dai rientri della domenica estivi.

Domande frequenti

Serve la vignetta autostradale svizzera per fare questo giro?

No. Il percorso elvetico resta tutto su strade cantonali (H29 in Valposchiavo, H27 nel breve tratto St. Moritz-Silvaplana, H3 dall'alta Engadina alla Val Bregaglia). La vignetta serve solo per le autostrade A svizzere, che qui non si toccano. Basta la carta d'identità valida per l'espatrio.

Il Passo del Bernina è aperto in moto tutto l'anno?

Il sito del Touring Club Svizzero dichiara il valico aperto tutto l'anno. In pratica per uso mototuristico la finestra ragionevole è da fine maggio a metà ottobre: nei mesi freddi possono esserci neve in carreggiata e obbligo di catene. Verificare lo stato sul portale infostrade prima di partire.

Si può fare l'anello in una sola giornata?

Sì, ma è una giornata lunga: nove-dieci ore complessive con soste contate e nessuna visita museale. La maggior parte dei motociclisti spezza il giro in due giorni con notte in Engadina, o in tre giorni con doppia notte tra Valposchiavo e Bregaglia.

Cosa vedere a Soglio se si deve scegliere?

Il punto informativo davanti alla chiesa per la vista sulle pareti nord del Pizzo Badile e del Pizzo Cengalo, le fontane in pietra del nucleo storico, e la piazza di Palazzo Salis. È una sosta breve, ma è il motivo per cui Segantini chiamò Soglio la soglia del paradiso.

Conviene visitare il Museo Ciäsa Granda di Stampa?

Se ti interessano i Giacometti, sì: ospita la sala di famiglia e gestisce l'atelier di Giovanni e Alberto. Il museo è stagionale, aperture da fine maggio a metà ottobre con orari ridotti fuori dalla piena estate, lunedì chiuso. Verificare sul sito del museo prima di partire.

Prima di partire, verifica due cose: lo stato del Passo del Bernina sul sito del Touring Club Svizzero, perché la pubblicazione dichiarata di apertura annuale non esclude limitazioni puntuali per neve, e gli orari del Museo Ciäsa Granda di Stampa se la sosta culturale è parte del piano. Per chi cerca il giro più lento, una notte a Poschiavo o a Soglio toglie pressione alla giornata e permette di camminare nei boschi di castagni della Bregaglia bassa.