Il racconto del viaggio
Da Tirano al confine con la Svizzera ci sono poco più di due chilometri. La rotonda davanti al Santuario della Madonna è la porta di un itinerario che mette in fila due passi alpini, una delle aree turistiche più conosciute del Canton Grigioni e una valle dove la lingua resta italiana anche al di là della dogana. L'anello chiude a Chiavenna e rientra a Tirano lungo la SS38 dello Stelvio, fondovalle della Valtellina.
L'itinerario è transfrontaliero e si sviluppa tra la provincia di Sondrio e il Canton Grigioni, con un breve transito in provincia di Lecco a Colico per il rientro. Per attraversarlo basta la carta d'identità valida per l'espatrio: la Svizzera applica i controlli Schengen. La vignetta autostradale non serve, perché tutto il percorso svizzero corre su strade cantonali.
Da Tirano al Passo del Bernina
La salita verso il Bernina parte dal piazzale del Santuario, scollina la dogana di Piattamala e prosegue in territorio svizzero come strada cantonale H29. I primi chilometri attraversano Brusio: chi vuole, esce per pochi metri dal tracciato per vedere dal basso il viadotto elicoidale della Ferrovia retica, una spirale di binari aperta che permette al trenino rosso di guadagnare quota in spazio ridotto.
Si prosegue per Miralago, il Lago di Poschiavo e il borgo di Poschiavo, che è anche luogo di sosta naturale: piazza con portici, due chiese una di fronte all'altra, ristoranti aperti tutto l'anno. Da qui in poi la strada inizia a salire con tornanti ampi. Il tracciato è in sede promiscua con la ferrovia in alcuni tratti, segnale che invita a tenere bassa l'andatura.
Il Passo del Bernina è a 2328 metri. Lo segnano due hotel e il Lago Bianco, lo specchio d'acqua glaciale costeggiato dai binari. Il sito del Touring Club Svizzero dichiara il valico aperto tutto l'anno, con possibili limitazioni invernali per neve. Per un giro in moto la finestra realistica resta da fine maggio a metà ottobre. La discesa verso Pontresina è regolare, l'asfalto in buono stato.
Engadina alta: Pontresina, St. Moritz e il Maloja
A Pontresina cambia tutto. Si lasciano i tornanti d'alta quota del Bernina e si entra in Engadina: larici, prati piatti, case con sgraffiti bianchi. Pochi chilometri separano Pontresina da Samedan e poi da St. Moritz, sulle sponde del suo lago. È un'area di passaggio noto, con traffico turistico anche in bassa stagione. Per una sosta tecnica meno costosa, conviene fermarsi prima a Pontresina o dopo a Silvaplana.
Da St. Moritz la H27 (Engadinerstrasse) percorre un breve tratto verso ovest fino a Silvaplana. Qui la H3 (Malojastrasse) taglia in piano i laghi engadinesi (Silvaplana, Sils) e raggiunge il villaggio di Maloja. Il Passo del Maloja è a 1815 metri: sull'altopiano è solo una spalla erbosa, ma dall'altro lato la strada precipita verso la Val Bregaglia con tornanti stretti e cambi di quota netti. Il sito ufficiale del cantone segnala il Maloja aperto tutto l'anno, dato confermato anche dalle infostrade locali.
Val Bregaglia: l'italiano in Svizzera
Sotto Maloja si entra in Val Bregaglia. La valle è svizzera ma di lingua italiana: il dialetto è lombardo, la toponomastica resta italiana. La strada cantonale H3 scende compatta, attraversa Casaccia, Vicosoprano, Stampa, Borgonovo, Promontogno, Castasegna. È un fondovalle stretto, larici sopra, castagni sotto, pareti di granito a nord e a sud.
A Stampa la memoria del borgo si lega alla famiglia Giacometti. Il Museo Ciäsa Granda ospita una sala dedicata alla famiglia di pittori e scultori, e gestisce anche l'atelier che Giovanni Giacometti aprì nel 1906 e che Alberto continuò a frequentare fino alla morte. Il sito del museo dichiara aperture stagionali: da fine maggio a metà ottobre, lunedì chiuso, con orario esteso a luglio e agosto. Conviene verificare prima di partire.
Da Promontogno parte la deviazione obbligatoria verso Soglio, il borgo terrazzato che il pittore Giovanni Segantini definì la soglia del paradiso. Sono cinque chilometri di salita stretta. Il sito ufficiale di Bregaglia segnala parcheggio limitato nel paese e in costruzione un nuovo autosilo a Sott Parè. Per chi non vuole improvvisare, l'alternativa è lasciare la moto a Promontogno e salire in autopostale. In moto si arriva, ma in alta stagione il posto si trova con pazienza.
Rientro per la Valchiavenna
Dopo Castasegna si attraversa la dogana italiana e si entra in Valchiavenna lungo la SS37 del Maloja: una statale corta, dieci chilometri secondo il dato ANAS, che collega il confine al centro di Chiavenna. A metà strada, sul lato sinistro, si vedono dal fondovalle le Cascate dell'Acqua Fraggia a Borgonuovo di Piuro, monumento naturale della Regione Lombardia. C'è un'area attrezzata con parcheggio, sentieri e bar stagionali.
Chiavenna chiude il giro lungo della giornata. Il centro storico merita una sosta lenta, anche solo per attraversare il Mera e mangiare nei crotti, le cantine scavate nella roccia dove circola l'aria fresca naturale. Da Chiavenna a Tirano si torna lungo la SS36 del Lago di Como e dello Spluga fino a Colico, poi SS38 dello Stelvio per Morbegno, Sondrio e di nuovo Tirano. Sono circa cento chilometri di fondovalle veloce, scorrevoli fuori dai venerdì pomeriggio e dai rientri della domenica estivi.