Il racconto del viaggio
La Bassa Lodigiana ha una geografia precisa: pianura coltivata, argini, cascine grandi quanto piccoli paesi, due fiumi che si incontrano in un punto e una sola collina che si alza per cento metri sopra il piano. In moto questa terra si legge meglio che in auto, soprattutto se si esce dalle direttrici principali e si scelgono le provinciali secondarie e le comunali. L'anello parte e finisce a Lodi, raccoglie i borghi della provincia in una sequenza che funziona da nord a sud lungo l'Adda e torna indietro toccando la collina di San Colombano.
L'andata: da Lodi al Po lungo l'Adda
Si parte da Piazza della Vittoria, una delle piazze porticate piu' armoniose della Lombardia, e si esce verso est imboccando la SP26 in direzione Castiglione d'Adda. La strada attraversa Mairago e Bertonico, taglia la campagna del medio lodigiano e perde quota gradualmente verso il fiume. Castiglione d'Adda e' la prima sosta utile: borgo agricolo storico con piazza del comune e parrocchiale, e' il punto in cui si prende coscienza della direzione del viaggio.
Dopo Castiglione si entra sulla SP27 che corre verso sud-est, lambisce Castelgerundo e arriva a Maleo, paese di antiche cascine e di una cucina di pianura riconosciuta. Da Maleo bastano dieci minuti per essere a Castelnuovo Bocca d'Adda, borgo che porta nel nome la sua geografia: qui l'Adda termina nel Po. Dalla rocca duecentesca e dal Palazzo Stanga parte una strada asfaltata che in tre chilometri porta alla localita' Brevia, punto trigonometrico della doppia confluenza. E' un fuori percorso breve ma uno dei punti naturalisticamente piu' forti della Lombardia, censito anche dal FAI.
La risalita: dalla bassa a San Colombano
Da Castelnuovo si risale verso ovest seguendo le strade arginali del Po: Caselle Landi, Meleti, Cornovecchio, Maccastorna. Il paesaggio e' quello delle golene, dei pioppeti regolari che disegnano filari ordinati fino all'orizzonte, delle case sull'argine e dei piccoli passi a livello dei colatori che entrano nel fiume. La luce della Bassa cambia in poche ore: di mattina e' bianca e umida, di pomeriggio si fa dorata e taglia il piano di lato. Dopo una trentina di chilometri si arriva a Senna Lodigiana, snodo storico della Via Francigena: alla frazione di Corte Sant'Andrea, sul Po, transitava nel 990 l'arcivescovo Sigerico di Canterbury tornando da Roma.
Da Senna in cinque chilometri si e' a Orio Litta, altro nodo francigeno, e da Orio Litta si punta verso Borghetto Lodigiano lungo strade provinciali tranquille. A Borghetto si imbocca la SP23 per la breve salita alla collina di San Colombano al Lambro: cento metri scarsi di dislivello bastano a cambiare il paesaggio, i campi cedono il posto ai vigneti che disegnano la dorsale del colle e la guida si fa per la prima volta articolata su curve dolci. Da qui in poi si entra in un'exclave della provincia di Milano. Il borgo si arrampica fino a 147 metri ed e' sede di una denominazione di origine controllata riconosciuta tra le province di Milano e Lodi, una DOC autonoma fatta di Croatina, Barbera e Uva Rara. La vista dalla sommita' del colle copre il Lodigiano, l'Oltrepo' Pavese e la pianura piacentina.
Il rientro: borghi, castelli, ritorno a Lodi
Si scende dal colle sulla SP19 verso nord, si tocca Graffignana e si arriva a Sant'Angelo Lodigiano, sede di una delle fortezze piu' importanti della provincia. Il Castello Morando Bolognini, costruito nel XIII secolo per contrastare quello di Lodi, fu rielaborato dal 1370 quando Bernabo' Visconti ne fece dono alla moglie Regina della Scala; la trasformazione architettonica con la torre maestra e le bifore risale al 1383. E' oggi sede di tre musei (Morando Bolognini, del Pane, di Storia dell'Agricoltura). La torre maestra raggiunge i 36 metri ed e' visitabile su prenotazione.
Dopo Sant'Angelo si chiude l'anello sulla SP17 che attraversa Castiraga Vidardo, Marudo, Caselle Lurani e Salerano sul Lambro fino a Lodi Vecchio. Qui vale la sosta alla Basilica dei XII Apostoli, antica chiesa di Laus Pompeia, fondata sul luogo della citta' distrutta dai milanesi nel 1158 prima della rifondazione di Lodi sull'Adda. Da Lodi Vecchio si rientra a Lodi in pochi chilometri di strade secondarie, chiudendo un anello che ha attraversato due fiumi, una collina, un'exclave e i margini estremi del Lodigiano.
Note pratiche per chi parte per la prima volta
L'itinerario e' facile sul piano tecnico ma chiede attenzione su due punti. Il primo e' la stagione: la Bassa Lodigiana e' impegnativa da novembre a febbraio per la nebbia, soprattutto al mattino, e il fondo umido riduce la tenuta degli pneumatici. Il secondo e' il traffico: la SP235 tra Lodi e Sant'Angelo va evitata in fascia pendolare; lo stesso vale per la SP23 verso San Colombano, dove i mezzi sopra le 3,5 tonnellate sono vietati dal 2023 ma il traffico locale resta sostenuto. Da aprile a giugno e da settembre a ottobre la giornata si percorre bene.