Itinerario in moto nella Bassa Lodigiana, tra Adda, Po e collina di San Colombano Immagine editoriale
Fiumi, navigli e pianura · Adda

Adda lodigiana e cascine: l’anello dell’acqua bassa da Lodi

Un anello da Lodi che scende lungo l'Adda fino al Po, risale alla collina di San Colombano e rientra dai borghi storici del Lodigiano.

135 km 4 h Facile
Partenza
Lodi
Arrivo
Lodi (anello)
Distanza
135 km
Durata
4 h
Difficoltà
Facile
Periodo
mar · apr · mag · giu · set · ott

Anello di circa 135 km da Lodi che attraversa la Bassa Lodigiana lungo l'Adda, tocca la confluenza con il Po, risale alla collina di San Colombano al Lambro e rientra dai borghi storici di Sant'Angelo Lodigiano e Lodi Vecchio. Si percorre in mezza giornata, una giornata con soste o un weekend con notte in pianura.

In breve

  • Anello di circa 135 km con partenza e arrivo a Lodi
  • Tre formule: base, con soste, weekend con notte
  • Tappe centrali: confluenza Adda-Po, San Colombano al Lambro, Castello di Sant'Angelo
  • Difficolta' facile, percorso interamente in pianura con una sola collina (147 m)
  • Stagione consigliata: aprile-giugno e settembre-ottobre

Perche' fare questo itinerario

La Bassa Lodigiana e' la Lombardia meno raccontata in moto: pianura, fiumi, cascine, una sola collina, traffico moderato. L'itinerario la legge per quella che e', senza forzare un'epica che non le appartiene, e raccoglie tre piani diversi del territorio: il fiume Adda fino al Po, la collina di San Colombano e la rete dei borghi storici.

I punti forti sono concreti. La confluenza tra Adda e Po a Brevia, segnalata dal FAI come Luogo del Cuore, e' uno dei tre o quattro punti di doppia confluenza fluviale piu' suggestivi del nord Italia. Il Castello Morando Bolognini di Sant'Angelo Lodigiano e' un raro esempio di fortezza viscontea conservata con i suoi tre musei. San Colombano al Lambro produce l'unico vino DOC delle province di Milano e Lodi.

Si presta a tre letture: uscita compatta in mezza giornata per chi vuole guidare, giornata con soste vere per chi vuole tempo al castello e alle cantine, weekend lento per chi cerca una Lombardia diversa senza alta quota e senza coda.

Tre modi per vivere questo itinerario

La strada e' la stessa, ma cambia cio' che scegli di farci: guidare e rientrare, fermarti nei luoghi giusti o dormire in pianura.

Mezza giornata abbondante

Itinerario base

Segui l'anello da Lodi a Castelnuovo Bocca d'Adda sulla SP26 e SP27, tocchi la confluenza dell'Adda nel Po senza scendere dalla moto e risali verso ovest lungo le arginali del Po. L'ultimo accesso al punto trigonometrico di Brevia richiede prudenza per il fondo battuto.

Il rientro passa San Colombano per la salita di tre chilometri sul colle, poi Graffignana e Sant'Angelo Lodigiano per una foto al castello, e chiude su Lodi Vecchio in tre o quattro ore di guida pulita. Nessuna sosta lunga, solo lo stretto necessario.

Giornata con soste

Itinerario con soste

Ti prendi tempo per la confluenza di Brevia, lasci la moto vicino al bosco di sambuchi e arrivi a piedi al punto trigonometrico. A pranzo ti fermi a Maleo o a Castelnuovo per la cucina lodigiana fatta di pancetta, raspadura e tortelli di zucca.

Nel pomeriggio visiti le cantine di San Colombano per la DOC, sali al panoramico del colle e poi raggiungi Sant'Angelo Lodigiano per i tre musei del castello: Bolognini, del Pane, di Storia dell'Agricoltura. Una giornata piena, non frettolosa.

Weekend con notte in pianura Con pernottamento

Weekend breve nella Bassa Lodigiana

Dividi l'anello in due giorni: il primo arriva a Castelnuovo Bocca d'Adda lungo l'Adda, con visita alla confluenza di Brevia e notte tra Maleo, Codogno o Castelnuovo per cogliere la cucina della Bassa.

Il secondo giorno riparte verso ovest lungo le arginali del Po, sale a San Colombano per le cantine, scende a Sant'Angelo Lodigiano per il castello e chiude su Lodi Vecchio senza fretta. Una base alternativa per la notte e' Sant'Angelo Lodigiano per chi vuole gia' essere vicino al castello la mattina presto.

Il racconto del viaggio

La Bassa Lodigiana ha una geografia precisa: pianura coltivata, argini, cascine grandi quanto piccoli paesi, due fiumi che si incontrano in un punto e una sola collina che si alza per cento metri sopra il piano. In moto questa terra si legge meglio che in auto, soprattutto se si esce dalle direttrici principali e si scelgono le provinciali secondarie e le comunali. L'anello parte e finisce a Lodi, raccoglie i borghi della provincia in una sequenza che funziona da nord a sud lungo l'Adda e torna indietro toccando la collina di San Colombano.

L'andata: da Lodi al Po lungo l'Adda

Si parte da Piazza della Vittoria, una delle piazze porticate piu' armoniose della Lombardia, e si esce verso est imboccando la SP26 in direzione Castiglione d'Adda. La strada attraversa Mairago e Bertonico, taglia la campagna del medio lodigiano e perde quota gradualmente verso il fiume. Castiglione d'Adda e' la prima sosta utile: borgo agricolo storico con piazza del comune e parrocchiale, e' il punto in cui si prende coscienza della direzione del viaggio.

Dopo Castiglione si entra sulla SP27 che corre verso sud-est, lambisce Castelgerundo e arriva a Maleo, paese di antiche cascine e di una cucina di pianura riconosciuta. Da Maleo bastano dieci minuti per essere a Castelnuovo Bocca d'Adda, borgo che porta nel nome la sua geografia: qui l'Adda termina nel Po. Dalla rocca duecentesca e dal Palazzo Stanga parte una strada asfaltata che in tre chilometri porta alla localita' Brevia, punto trigonometrico della doppia confluenza. E' un fuori percorso breve ma uno dei punti naturalisticamente piu' forti della Lombardia, censito anche dal FAI.

La risalita: dalla bassa a San Colombano

Da Castelnuovo si risale verso ovest seguendo le strade arginali del Po: Caselle Landi, Meleti, Cornovecchio, Maccastorna. Il paesaggio e' quello delle golene, dei pioppeti regolari che disegnano filari ordinati fino all'orizzonte, delle case sull'argine e dei piccoli passi a livello dei colatori che entrano nel fiume. La luce della Bassa cambia in poche ore: di mattina e' bianca e umida, di pomeriggio si fa dorata e taglia il piano di lato. Dopo una trentina di chilometri si arriva a Senna Lodigiana, snodo storico della Via Francigena: alla frazione di Corte Sant'Andrea, sul Po, transitava nel 990 l'arcivescovo Sigerico di Canterbury tornando da Roma.

Da Senna in cinque chilometri si e' a Orio Litta, altro nodo francigeno, e da Orio Litta si punta verso Borghetto Lodigiano lungo strade provinciali tranquille. A Borghetto si imbocca la SP23 per la breve salita alla collina di San Colombano al Lambro: cento metri scarsi di dislivello bastano a cambiare il paesaggio, i campi cedono il posto ai vigneti che disegnano la dorsale del colle e la guida si fa per la prima volta articolata su curve dolci. Da qui in poi si entra in un'exclave della provincia di Milano. Il borgo si arrampica fino a 147 metri ed e' sede di una denominazione di origine controllata riconosciuta tra le province di Milano e Lodi, una DOC autonoma fatta di Croatina, Barbera e Uva Rara. La vista dalla sommita' del colle copre il Lodigiano, l'Oltrepo' Pavese e la pianura piacentina.

Il rientro: borghi, castelli, ritorno a Lodi

Si scende dal colle sulla SP19 verso nord, si tocca Graffignana e si arriva a Sant'Angelo Lodigiano, sede di una delle fortezze piu' importanti della provincia. Il Castello Morando Bolognini, costruito nel XIII secolo per contrastare quello di Lodi, fu rielaborato dal 1370 quando Bernabo' Visconti ne fece dono alla moglie Regina della Scala; la trasformazione architettonica con la torre maestra e le bifore risale al 1383. E' oggi sede di tre musei (Morando Bolognini, del Pane, di Storia dell'Agricoltura). La torre maestra raggiunge i 36 metri ed e' visitabile su prenotazione.

Dopo Sant'Angelo si chiude l'anello sulla SP17 che attraversa Castiraga Vidardo, Marudo, Caselle Lurani e Salerano sul Lambro fino a Lodi Vecchio. Qui vale la sosta alla Basilica dei XII Apostoli, antica chiesa di Laus Pompeia, fondata sul luogo della citta' distrutta dai milanesi nel 1158 prima della rifondazione di Lodi sull'Adda. Da Lodi Vecchio si rientra a Lodi in pochi chilometri di strade secondarie, chiudendo un anello che ha attraversato due fiumi, una collina, un'exclave e i margini estremi del Lodigiano.

Note pratiche per chi parte per la prima volta

L'itinerario e' facile sul piano tecnico ma chiede attenzione su due punti. Il primo e' la stagione: la Bassa Lodigiana e' impegnativa da novembre a febbraio per la nebbia, soprattutto al mattino, e il fondo umido riduce la tenuta degli pneumatici. Il secondo e' il traffico: la SP235 tra Lodi e Sant'Angelo va evitata in fascia pendolare; lo stesso vale per la SP23 verso San Colombano, dove i mezzi sopra le 3,5 tonnellate sono vietati dal 2023 ma il traffico locale resta sostenuto. Da aprile a giugno e da settembre a ottobre la giornata si percorre bene.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per questo itinerario?

Mezza giornata abbondante basta per chiudere l'anello con soste brevi. Una giornata permette di fermarsi alla confluenza Adda-Po, alle cantine di San Colombano e al Castello di Sant'Angelo Lodigiano. Con una notte fuori diventa un weekend lento.

Si puo' arrivare in moto alla confluenza tra Adda e Po?

Si'. Da Castelnuovo Bocca d'Adda parte una strada asfaltata di circa tre chilometri che porta in localita' Brevia. L'ultimo tratto vicino al punto di confluenza e' una strada poderale immersa nel bosco di sambuchi: si lascia la moto e si fanno pochi metri a piedi.

San Colombano al Lambro e' in provincia di Lodi?

No. E' un'exclave della provincia di Milano completamente circondata da comuni delle province di Lodi e di Pavia. Per questo itinerario rappresenta un breve sconfinamento amministrativo, non geografico: il borgo e' a tutti gli effetti parte del Lodigiano lombardo.

Cosa si beve a San Colombano al Lambro?

Sul colle si produce una DOC riconosciuta tra le province di Milano e Lodi, fatta da Croatina, Barbera, Uva Rara e altri vitigni locali. Diverse cantine accolgono visite e degustazioni su prenotazione, soprattutto tra fine estate e autunno durante la vendemmia.

Si puo' fare l'itinerario in inverno?

Sconsigliato. Da novembre a febbraio la Bassa Lodigiana e' regolarmente coperta da nebbia fitta al mattino e all'imbrunire, le temperature scendono spesso sotto zero e il fondo umido riduce la tenuta. I periodi consigliati sono primavera e autunno.

Dove conviene fermarsi a mangiare?

Maleo, Castelnuovo Bocca d'Adda e Sant'Angelo Lodigiano hanno trattorie storiche della cucina lodigiana, basata su pancetta, raspadura, polenta, tortelli di zucca e formaggi locali. Molte aprono solo a pranzo: verifica orari e prenotazioni prima di partire.

L'itinerario non sale, non si arrampica e non chiede pneumatici da pista: chiede di leggere un paesaggio orizzontale, fatto di argini, cascine e campanili bassi, e di rispettarne i tempi. In mezza giornata resta un anello pulito tra Lodi, la bassa e i borghi storici. In una giornata con soste vere apre spazio per la confluenza, per la collina di San Colombano e per il castello di Sant'Angelo. In due giorni diventa un weekend lento, perfetto per chi cerca una Lombardia diversa, senza alta quota e senza coda.