Il racconto del viaggio
Cremona sta tutta nella piazza del Duomo: il Torrazzo, il battistero, il palazzo comunale con il fregio in terracotta. Da qui partono le botteghe dei liutai, una sessantina nel raggio di pochi isolati, eredi della tradizione che dal 2012 è iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. Il Museo del Violino in piazza Marconi raccoglie strumenti originali di Amati, Stradivari e Guarneri, con audizioni dal vivo su prenotazione.
La SP CR ex SS 498 Soncinese esce dalla città verso nord, dritta tra pioppeti e cascine. A Castelverde si lascia la tangenziale. Casalbuttano, Casalmorano, Genivolta: paesi allineati sulla statale, ognuno con il suo campanile e il suo passaggio a livello. Poco dopo Genivolta si attraversano i Tredici Ponti, lo snodo idraulico delle Tombe Morte, dove in cinquanta metri si scavalcano il Naviglio di Cremona, il Naviglio Pallavicino e una serie di canali minori. È il punto in cui la pianura irrigua si mostra per quello che è: una rete d'acqua costruita in secoli di bonifica.
Soncino appare con la sagoma della Rocca Sforzesca, fortificazione costruita nel 1473 per volere di Galeazzo Maria Sforza e oggi sede del Museo Civico Archeologico Aquaria. La cinta muraria circonda il borgo, la Porta a Sera apre sulla Contrada Grande. Vale la sosta il Museo della Stampa, dedicato agli stampatori ebrei che nel 1488 produssero qui la prima Bibbia ebraica completa stampata in Italia. Secondo il sito del Comune di Soncino, la Rocca segue gli orari dell'InfoPoint (chiusa il lunedì), mentre il Museo della Stampa apre dal martedì alla domenica.
Da Soncino la SP CR ex SS 235 di Orzinuovi taglia verso ovest attraverso Romanengo e Offanengo. La strada è rettilinea, il traffico scarso fuori dagli orari di punta. Sono i chilometri in cui il ritmo si abbassa, la pianura si distende e la guida diventa automatica.
Crema e il santuario bramantesco
Crema è la seconda città della provincia, con un centro storico compatto e il Duomo gotico in piazza. Ma la sosta che giustifica la deviazione è il Santuario di Santa Maria della Croce, basilica minore rinascimentale costruita tra il 1490 e il 1500. Pianta ottagonale, quattro cappelle disposte a croce, corpo cilindrico in cotto: è un edificio di ispirazione bramantesca visibile dalla strada. All'interno, pale di Benedetto Diana e dei Campi. Secondo il sito ufficiale del Santuario, la basilica apre tutti i giorni dalle 7 alle 19.
Da Crema si imbocca la SP CR ex SS 415 Paullese verso sud fino a Castelleone, borgo agricolo sul Serio Morto. Da qui la SP14 porta a Montodine e la SP13 prosegue fino a Pizzighettone. Qui la campagna è tutta risaie e mais, cascine a corte chiusa, filari di pioppi lungo i fossi. È il paesaggio che produce Grana Padano DOP e Provolone Valpadana DOP, formaggi che trovano nelle latterie di zona il loro punto vendita naturale. A Crema si aggiunge il Salva Cremasco DOP, formaggio a crosta lavata con una tradizione documentata da secoli nel territorio cremasco. Sono prodotti che si comprano direttamente dai caseifici lungo la strada, senza deviazioni.
Pizzighettone: mura e Adda
A Pizzighettone il fiume Adda divide il borgo in due: Pizzighettone sulla riva est, Gera sulla riva ovest. Le mura medievali, alte 12 metri e lunghe 2 chilometri, circondano il centro storico con un sistema di casematte, percorsi coperti e cannoniere. La Torre del Guado è quanto resta del castello: qui nel 1525 fu imprigionato Francesco I di Francia, dopo la sconfitta nella battaglia di Pavia contro Carlo V. La stanza al secondo piano conserva una ricostruzione dell'ambiente della prigionia. Secondo il sito del Gruppo Volontari Mura, le visite guidate alle casematte e alla Torre sono organizzate nei weekend e su prenotazione per i gruppi.
Pizzighettone è anche il borgo del Fasulìn de l'öc cun le Cùdeghe, la sagra dei fagioli con le cotiche che ogni novembre attira visitatori nelle casematte trasformate in cucine a legna. Fuori stagione, le trattorie del centro propongono marubini in brodo, il piatto cremonese per definizione: pasta ripiena servita nei tre brodi di gallina, manzo e salame da pentola. Per il dolce, il torrone di Cremona (mandorle, miele, albume) accompagna la fine della giornata.
Il rientro a Cremona segue la SP CR ex SS 234 Codognese verso est, 22 chilometri rettilinei con vista sugli argini dell'Adda prima e sulla periferia ovest di Cremona poi. L'anello si chiude dove è iniziato, nella pianura che la mattina sembrava vuota e che alla sera si è riempita di mura, botteghe e campanili.