Il racconto del viaggio
Si parte da Bergamo, dal piano della città bassa, e si punta verso Villa d'Almè per imboccare la SS470 della Valle Brembana. I primi chilometri sono pedemontani e densi, con il traffico locale che si stempera dopo Sedrina. A Zogno la valle si stringe e il Brembo comincia a fare compagnia alla strada sulla destra. Qui il ritmo diventa quello vero della Brembana: gallerie alternate a tratti aperti, varianti recenti che corrono via lisce e segmenti dell'asse storico dove conviene rilassare il polso.
San Pellegrino Terme arriva con i suoi alberghi liberty e le facciate restaurate. Si prosegue verso San Giovanni Bianco, dove sulla destra si stacca la SP25 per la Valsassina attraverso il culmine di San Pietro. Si tira dritti, si superano Camerata Cornello e Lenna fino a Piazza Brembana, capoluogo dell'alta valle a 518 metri di quota. Qui la SS470 piega a Nord verso Olmo al Brembo e il San Marco, mentre la SP2 sale a Est verso Branzi, Valleve e Foppolo. Conviene fare prima lo spur su Foppolo: il manto della SP2 chiede attenzione, e gli ultimi tornanti del San Marco sono più gestibili con la luce piena del primo pomeriggio.
Lo spur su Foppolo
Dal bivio di Piazza Brembana la SP2 si arrampica con curve fitte verso Trabuchello e Isola di Fondra, attraversa il tratto storicamente esposto a frane e supera Branzi. Da qui in avanti il segmento Branzi-Foppolo è quello del cantiere pluridecennale, con allargamenti, contromuri in costruzione e tratti a senso unico alternato regolato da semaforo. La carreggiata è stretta, la roccia incombe a monte, il salto è secco a valle. Andatura misurata, controllo continuo della corsia.
Foppolo si raggiunge a 1.508 metri dopo circa 22 chilometri di salita dal bivio, in fondo a una conca con gli impianti sciistici sopra. Sosta breve, caffè in piazza, qualche foto sui pascoli alti. Si torna giù sullo stesso tracciato fino a Piazza Brembana: lo spur aggiunge circa 45 chilometri e 1000 metri di dislivello cumulato, ma è il modo più diretto per toccare l'alta valle vera senza sacrificarla al solo passaggio del valico.
Salita al Passo San Marco
Tornati sulla SS470 si prosegue verso Olmo al Brembo e poi Mezzoldo. È qui che la strada cambia natura: dai 556 metri di Olmo si sale ai 1.992 del valico in circa 20 chilometri di tornanti, con pendenze medie intorno al 7,4% e strappi all'11%. La carreggiata è larga abbastanza per il doppio senso ma le piazzole sono rade. Sul versante orobico il bosco di faggi lascia spazio ai pascoli verso quota 1.500.
A un chilometro a valle del passo, in località La Cola nel comune di Mezzoldo, si trova il Rifugio Passo San Marco 2000 (1.850 m), struttura moderna aperta dal 1995 con cucina brembana e valtellinese. Poco sotto il valico, sul versante orobico in comune di Averara, sorge la storica Cà San Marco (1.830 m), antica casa cantoniera del 1593 lungo la Via Priula aperta dalla Repubblica di Venezia per i commerci con i Grigioni. Le due strutture sono distinte e meritano sosta entrambe.
Il valico fu disegnato dal podestà di Bergamo Alvise Priuli per permettere a Venezia di commerciare con i Grigioni senza attraversare i territori del Ducato di Milano: una scelta strategica che ha disegnato per due secoli i traffici dell'Adriatico verso l'arco alpino. Salendo verso il passo, soprattutto nella seconda metà della salita, si vedono ancora i muri a secco e le pietre della vecchia mulattiera intrecciarsi con l'asfalto della statale. Quota 1.992 metri, coordinate 46,0472 N e 9,6228 E, confine amministrativo tra i comuni di Averara (BG) e Albaredo per San Marco (SO).
Discesa in Valtellina e rientro
Si scende verso la Valtellina con 26 chilometri di tornanti più fitti rispetto al lato bergamasco: Albaredo per San Marco arriva a metà della discesa, poi la strada continua fino al fondovalle di Morbegno. Il fondo è a tratti irregolare per i passaggi pesanti, pendenze medie 6,7% con strappi al 9,2%. La vista si apre sul fondovalle del Bitto e sulle Alpi Retiche oltre. Vale la pena tenere il ritmo basso: alcune curve hanno il manto segnato e la frenata va dosata in piega.
A Morbegno la SS470 termina sulla SS38 dello Stelvio. Si piega a Sud sulla SS36 del Lago di Como, che corre veloce lungo la sponda orientale del Lario con lunghi tratti in galleria fino a Lecco. Da Lecco si rientra a Bergamo via Cisano Bergamasco e Ponte San Pietro sulla SP639 e poi sull'asse pedemontano. Totale del giro: circa 220 chilometri, sei ore di sola guida, una giornata piena con margine per due soste lunghe e un pranzo in quota.